Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

Buongiorno a tutti e benvenuti! Questo nuovo appuntamento è per noi (come per voi) una novità assoluta. Quest’anno ci impegneremo a visitare mostre, vedere film e documentari e leggere libri a tema “fotografia” e proveremo a raccontarveli.

Ci siamo dati appuntamento alla galleria Forma Meravigli (ex spazio Forma) per vedere una delle più belle ed affascinanti mostre in circolazione al momento.

http://www.formafoto.it/la-visita/

Stiamo parlando di Vivian Maier, la misteriosa tata/fotografa nata negli anni venti negli Stati Uniti e recentemente scomparsa portando con sé un alone di mistero non indifferente.  Le sue fotografie infatti sono divenute celebri soltanto dopo la sua morte nel 2009, quando l’allora agente immobiliare John Maloof le acquista durante un’asta fallimentare. Da allora Maloof non ha mai smesso di cercare altre fotografie, arrivando ad archiviare più di 150.000 negativi e oltre 3.000 stampe.

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In via Meravigli potrete ammirare fino al 31 di gennaio 120 fotografie, scattate tra Chicago e New York tra gli anni ’50 e ’60.

 

È un mondo strano quello che ho trovato alla mostra di Vivian Maier, un mondo fatto di autoritratti che sembrano guardare l’obiettivo con l’aria disincantata e forse annoiata di chi vuole sperimentare. Un mondo fatto di città simmetriche, che si intrecciano con i volti di persone forse anonime ma che visti attraverso l’obiettivo di Vivian Maier acquistano un fascino d’altri tempi, il fascino immortale di tempi che non abbiamo vissuto ma che abbiamo imparato a conoscere anche attraverso gli occhi di questa straordinaria fotografa. Ho trovato un mondo fatto di solitari che non vedono l’ora di incontrarsi, una fotografa ispirata e si, forse sola, ma mai annoiata da ciò che la circondava.

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Quello che emerge da queste fotografie è ritrovare negli scatti la spontaneità di chi sembra voler fotografare per sé stesso, il divertimento di chi gioca con l’obiettivo attraverso le luci e le linee di una città che ti abbraccia e che sembra volerti dire “tranquilla, ci sono io qui con te e ti vedo, non sei sola”.

In poche parole, non perdetevela!

 

 

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